Ancora un’altra estate bollente per il personale sanitario della seconda azienda piemontese. Allarme del sindacato FSI-USAE per la mancanza di una reale programmazione delle attività, fattiva alle presenze dell’organico risicato dal periodo estivo che si trasforma in emergenza.

Al Maggiore le ferie estive si fanno sulle spalle dei lavoratori vittime del delirio organizzativo di una azienda che sostituisce la programmazione con l’improvvisazione. Le strutture preposte navigano a vista, ognuno per conto suo, mentre una burrasca epocale si abbatte sui lavoratori e sulle strutture assistenziali che, con un effetto domino, acuisce i problemi cronici di carenza di organico.

Nessuna strategia programmatoria neanche per quest’anno. Pazzesco!!! Pieno delirio organizzativo spazia dai trasferimenti di personale alle nomine di “facenti funzioni”. Forza lavoro sottratta ai reparti che si trovano a soccombere nella fruizione di quello che da diritto si trasforma in tragedia: le ferie estive!

La disorganizzazione non risparmia nessuno e dilaga come una metastasi maligna. Il personale di recentissima assunzione si ritrova titolare di turno e finanche assegnato in turno di notte per ben sei volte in nove giorni. Reparti sguarniti dall’OSS durante il turno notturno, mentre le attività specifiche vengono “silenziosamente” derogate secondo la logica “si fa quello che si può” al posto di quello che “si deve”.

Le strutture di alta specializzazione, fiore all’occhiello dell’azienda novarese, vengono sostenute e mantenute in piedi da un esiguo numero di infermieri che salta i riposi o si ferma oltre il termine allo smontante notte. E tutto l’altro tace, coperto da niente di più di un sottile lenzuolo.

Il DIPSA si arricchisce di coordinatori e i reparti si impoveriscono di infermieri. Mobilità selvaggia in pieno periodo estivo, uno scarto di pedine su un tavoliere per la dama o semplicemente una partita a Risico® giocata a due con l’adagio compiacente di chi domina dalla stanza di palazzo, posta in alto.

La situazione al Maggiore è piuttosto sconfortante. Una delegazione pubblica assente impedisce di affrontare i gravissimi problemi che affliggono gli infermieri, le ostetriche e gli OSS. Cresce il malcontento e il disagio dei professionisti che abdicano persino al diritto del lamento perché ormai senza difesa neanche da chi al tavolo li rappresenta.

I disagi sono intollerabili e pregiudicano l’equilibrio psico-fisico necessario a garantire un’assistenza di qualità e non scevro di rischi per i lavoratori e per i pazienti.
Niente diritti, il Maggiore si è fatto giungla!!