Il Decreto Legge 50/2017, la così detta Manovrina richiesta dall’Unione Europea, si è trasformata nell’ultima delle promesse mancate dell’eredità Renzi agli italiani: Gentiloni e la sua squadra di Governo.

Nel testo del D.L. 50/2017, pubblicato il 24 aprile 2017 in Gazzetta Ufficiale, è contenuto il contrario di tutto ciò che, prima Renzi e poi il suo successore Gentiloni, avevano promesso ai contribuenti e ai dipendenti del settore privato negli scorsi mesi. Insomma, ancora una volta ci troviamo di fronte alla pratica che si discosta ampiamente dalla teoria; vediamo una totale contraddizione rispetto alle promesse degli ultimi mesi, per non parlare degli annunci del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Padoan.

Ad essere nuovamente presi d’assalto sono i normali contribuenti, con l’aumento delle aliquote Iva già dal 2018, delle accise su benzina, tabacchi e l’aumento della tassa sulla fortuna.

Inoltre la Manovrina, nella misura relativa ai premi di produttività, attacca la contrattazione di secondo livello mettendo in discussione uno dei pilastri che lo stesso Governo aveva costruito per aumentare la produttività, danneggiando di fatto i lavoratori.

Decidendo di decontribuire la parte dei premi di produzione legati al coinvolgimento paritetico nell’organizzazione del lavoro mette in discussione una consolidata contrattazione di secondo livello che coinvolge circa 50.000 lavoratori in tutta Italia e relative famiglie. Ancora una volta a pagare sono i lavoratori, che, a fronte di un beneficio fiscale di circa il 17% subiscono una penalizzazione previdenziale del 30%, mentre le aziende avrebbero un beneficio solo apparente perché, così facendo, viene meno lo spirito della legge nel creare un interesse congiunto. Se i premi di produzione dovessero rimanere privi della contribuzione previdenziale, i lavoratori avrebbero una penalizzazione sull’assegno pensionistico, ai valori attuali, di circa 50 euro mensili.

Se l’intenzione del Governo è quella di recuperare produttività (che in Italia è tra le più basse d’Europa) attraverso la tanto decantata contrattazione di secondo livello riteniamo che, creare oggi una generazione di lavoratori destinati ad essere domani dei pensionati indigenti, non sia una soluzione percorribile. La O.S. USAE chiede con forza al Parlamento di modificare questa decisione assunta dal Governo, prevedendo una contribuzione previdenziale figurativa sul premio di produzione, una decisione vantaggiosa per i lavoratori e per il sistema produttivo del Paese. Una modifica che vedrebbe nella contrattazione di secondo livello un interesse congiunto tra impresa e lavoratori creando un impulso positivo alla crescita del PIL e del Paese intero.

Giuliano Palotto