Il Coordinatore Nazionale della FSI ( Federazione Sindacati Indipendenti) Pasquale Calandruccio  denuncia lo stato di abbandono in cui si trova il Sud perché allo stato attuale è definito dagli analisti un territorio senza geografia ,per indicare e far conoscere alla gente del Mezzogiorno che nell’agenda della politica e dei Governi  degli ultimi trent’anni poco spazio hanno trovato le volontà programmatiche che considerassero necessari ed urgenti le politiche di intervento infrastrutturali e quelle del sovvenzionamento finanziario a sostegno dell’imprenditoria e la sanità che ancora a tutt’oggi è da terzo mondo dove i cittadini vengono curati per terra oppure nei corridoi dei reparti ,per mancanza di posti letto e di lettini nei pronto soccorsi.
Alla luce di questo la FSI ,si interroga ed interroga con fermezza la classe  politica passata e quella presente che in merito alla legislazione in materia di sostegno all’impresa ,alla qualità dei servizi sanitari e all’ occupazione a tutt’oggi è stata un fallimento in quanto la classe dirigente non ha saputo coniugare lo sviluppo dell’impresa alle infrastrutture e ai servizi  come la rete stradale ,ferroviaria ed aerea ancora fatiscente.
Quali politiche energetiche in tutti questi anni  sono mai state oggetto di studio ,quali progetti sono stati promossi a favore di  tutti i distretti industriali dislocati sul territorio.
Quindi a poco servono ,le nuove professionalità , le specializzazioni e l’investimento nella formazione del capitale umano se poi queste risorse lasciate libere in un mercato del lavoro senza sbocchi , ingrossano le file del precariato che ormai ha raggiunto numeri da capogiro pesando oltremisura sul bilancio statale ,perché risultanti improduttivi e non utilizzabili.
In tutti questi anni la politica e i dirigenti che l’hanno rappresentata non hanno mai voluto creare sviluppo occupazionale  attraverso lo sviluppo del commercio che rappresenta una delle maggiori risorse se garantito da una rete infrastrutturale adeguata tesi a migliorare la messa in sicurezza di tutte le arterie stradali interni al fine di creare lo viluppo turistico dei siti agrituristici.
L’altra opportunità di dare lavoro ai giovani è la valorizzazione , lo sviluppo e il recupero della promozione e della gestione dei giacimenti culturali essendo il mezzogiorno la perla di tutta la penisola.
Un altro settore trascurato sia dallo stato centrale che dalle Regioni è il turismo che se sviluppato dal basso e con il coinvolgimento di una pluralità di soggetti pubblici e privati  che devono interagire in maniera coordinata e sinergica per fare coesistere un turismo unico sia balneare , culturale che montano perché solo cosi si può creare occupazione e movimentare l’economia a tutt’oggi stagnante.
Un altro motore di sviluppo economico per il mezzogiorno è il Terziario che in tutti questi anni di ritardi denunciati dalla nostra Organizzazione sindacale relativi all’informatizzazione ,all’assenza di cablaggio a fibre ottiche assente per quasi il 50% di tutto il territorio del Mezzogiorno che a seguito di tutte queste peculiarietà tutte le realtà produttive vengano relegate ai margini dell’economia che aggiunto al considerevole ritardo e l’inadeguatezza strutturale è da registrarsi nel settore bancario dove si concentrano i principali ostacoli che pesano sul sistema delle imprese e quindi sull’economia meridionale.
Una attenzione maggiore è necessaria da parte dell’istituzione  bancaria al complesso tema delle risorse in termine di liquidità
per garantire attraverso una razionalizzazione dei tassi di interessi di vantaggio ,un assistenza continua all’evoluzione delle realtà produttive perché cosi facendo sarebbe più semplice dare autonomia e ossigeno alle imprese e offrire a loro margini di manovra più ampi alla ricerca di nuovi mercati e per creare investimento in ricerca.
La FSI ( Federazione Sindacati Indipendenti) con a capo il suo Segretario Generale Adamo Bonazzi  vuole tracciare un percorso che   porti il mezzogiorno ad una svolta epocale assieme alle istituzioni preposte ,dove ci siano cambiamenti strutturali della società meridionale dove ormai le dottrine economiche oramai datati cedono il passo ad esigenze e bisogni che stravolgono leggi sociali e culturali e mutano comportamenti ed azioni politiche.
A questo punto il sindacato ha l’obbligo di attivarsi per evitare il rischio di adattarsi supinamente e subire imprevedibili conseguenze e deve spronare la politica   affinché i poteri delle istituzioni  siano più vicini al territorio e sconfiggere disegni lobistici trasversali che hanno voluto che il mezzogiorno fosse solo ed esclusivamente un giacimento politico- elettorale finalizzato allo sfruttamento economico per cui   il sindacato stesso oggi ha l’obbligo di coprire  ruoli di comprimari età con i soggetti preposti attivandosi con lo strumento della concertazione e del dialogo continuo a garanzia dei diritti già acquisiti e pronti alla conquista di quelli futuri .
Noi come FSI la nostra parte  la stiamo facendo con  dignità al fine di raggiungere gli obiettivi per un Sud che sia il volano di sviluppo per tutta l’Italia .
Il Coordinatore Nazionale FSI
Pasquale  Calandruccio