Stabilizzazione dei precari-ricollocazione del personale della CRI
Crediamo oramai che ai lavoratori precari della sanità laziale, non bastano più i consueti proclami del Governatore Zingaretti, che potrebbero far pensare a una imminente e definitiva chiusura dell’annoso problema che riguarda la stabilizzazione del rapporto di lavoro dei precari del Lazio, i lavoratori che hanno un contratto di lavoro a tempo determinato o un contratto “atipico”, ossia contratti di collaborazione coordinata e continuativa o altre forme di rapporto di lavoro flessibile.
Con la legge di stabilità 2016, legge 208/2015, art.543, si è definitivamente stabilito che gli Enti del Servizio Sanitario nazionale possono indire entro la fine del 2017, procedure concorsuali straordinarie in base alle proprie esigenze e necessità di assumere personale, riservando il 50% dei posti messi al bando proprio per il personale non stabilizzato che abbia maturato tre anni di servizio anche non continuativi.
Esempi eclatanti nel Lazio, le aziende sanitarie di Latina e della ASL RM 6, dove i lavoratori attendono da circa 10 anni la conferma definitiva del proprio contratto.
Altresì ci sembra alquanto riduttivo proporre da parte della Regione, con nota prot. N. 605230 del 5.12.2016, l’assunzione a tempo indeterminato per i lavoratori che, avendo espletato concorsi in altre Regioni, si trovano ad essere collocati in posizione utile nelle varie graduatorie.
Ci domandiamo, insieme ai dipendenti che da anni aspettano una soluzione definitiva allo stato d’incertezza del proprio contratto, che magari non hanno fatto concorsi in altre Regioni, che valore hanno i numerosi anni di servizio prestati se questo dovrebbe essere uno dei requisiti essenziali per ottenere un agognato rapporto di lavoro a tempo indeterminato.
Allo stesso tempo riteniamo opportuno che sia giunto il momento di ricollocare all’interno delle Aziende del SSR, con le relative procedure di mobilità, il personale della CRI, autisti soccorritori per la precisione, che abbiano prestato la loro attività in convenzione e con contratto a tempo indeterminato e che abbiano maturato almeno 5 anni di servizio, praticamente la maggior parte dei lavoratori. Tutto questo senza apportare nuovi o maggiori oneri alla finanza pubblica, in considerazione da quanto contemplato nel comma 397 della legge 208/2015.
La nostra organizzazione sindacale FSI-USAE, ritiene quindi che siano finiti i tempi delle proroghe, che bisogna dare certezze e stabilità ai lavoratori della sanità e alle loro famiglie, indipendentemente dai conti di bilancio che riguardano il sistema sanitario regionale, ma soprattutto agire conseguentemente, con le dovute assunzioni, ai reiterati annunci pubblici che dovrebbero far capire che la Regione Lazio è uscita definitivamente dal piano di rientro.
Federazione Sindacati Indipendenti (FSI-USAE)
Il Segretario Regionale
Giovanni Ronchi