L’esito del referendum del 4 dicembre non ha, a nostro avviso, azzerato le esigenze di cambiamento, anzi, impone un atteggiamento pragmatico a salvaguardia dei servizi che, come ci hanno ricordato – come se ce ne fosse bisogno – le recenti drammatiche situazioni legate agli eventi sismici e al maltempo, sono esigenze prioritarie per i cittadini.

Strade, trasporto locale, scuole, criteri antisismici per gli edifici e prevenzione del rischio idrogeologico per i nostri territori sono pilastri intoccabili per un Governo che voglia sviluppare proposte costruttive per i più che necessari processi di riforma del nostro paese. Dobbiamo fare un serio e profondo processo di autocritica per capire se il processo riformatore avviato dalla legge Delrio non debba essere interrotto ovvero corretto magari con una brusca sterzata.

Sul banco degli imputati mettiamo, quindi, gli effetti della legge Delrio combinati con i tagli stabiliti dalla legge di stabilità per gli anni 2015-2016 e 2017. Le Province, private di risorse, di mezzi e di fondi ma non di obblighi nei confronti di cittadini e territorio hanno urgenza di vedere emanato un decreto ad hoc che preveda le risorse necessarie per erogare i servizi ai cittadini. A questi enti mancano circa un miliardo e 300 milioni per azzerare il taglio del “fondone” e per provvedere alle attività 2017. Il Governo ha grandi responsabilità sull’argomento perché pensiamo che ci sia stata una sottovalutazione delle problematiche successive all’onda populista “ammazziamo le Province = risolleviamo l’Italia”, con conseguenze e ricadute sui servizi che oggi, sono sotto gli occhi di tutti.

Oggi le Province sono in piena emergenza perché impossibilitate a chiudere i bilanci a causa dei tagli alle risorse e le conseguenze ricadono sui cittadini, spettatori inconsapevoli di una deriva che dovrebbe essere arginata ma li vede alloggiati in quella “ultima ruota del carro” che poco consente una voce proattiva sulle questioni.

A Mattarella “garante della Costituzione” chiediamo di farsi parte diligente affinché le Province siano messe in condizione di garantire i servizi.

Al Governo chiediamo di analizzare se “razionalizzare” sia realmente un sinonimo di “tagliare” e, a risposta avvenuta, di concretizzare i propri sforzi garantendo sicurezza e servizi ai cittadini.

Giuliano Palotto – Segretario Confederale USAE