La FSI Novara chiede all’Assessorato e alla Direzione della Sanità Piemonte quali provvedimenti intende adottare in conseguenza del mancato raggiungimento dell’equilibrio economico.

Il Maggiore della Carità di Novara, la seconda azienda sanitaria piemontese, il punto di riferimento per l’intero Piemonte nord orientale, sta crollando sotto il peso di una non “buona” amministrazione. Il 2015 lo chiude con una perdita ancora maggiore di quella dell’anno precedente, con una gestione operativa peggiorata di oltre 3 milioni di euro.

In spregio alle disposizioni di razionalizzazione e contenimento della spesa sanitaria, il Maggiore, aumenta considerevolmente i costi di produzione per l’acquisto di beni e servizi. Ricorrere ad anticipazioni di tesoreria pur essendo una pratica consolidata serve a poco.

I fornitori continuano ad essere pagati con dei termini notevolmente superiori a quelli previsti dalla normativa. Diverse le irregolarità contabili rilevate dai Magistrati della Corte dei Conti.

La Federazione Sindacati Indipendenti inevitabilmente riflette sulle conseguenze di questa gestione scellerata. Non solo per le ricadute sui servizi di salute offerti alla popolazione, a rischio è anche la gestione del personale. Il Maggiore diventa la culla del precariato aumentando il costo per il personale del 50% rispetto al 2009, fregandosene persino del disposto dell’art. 9, comma 28 del D.L 78/2010.

La Regione Piemonte ha sempre permesso l’assunzione del personale sanitario, eppure le condizioni dei lavoratori sono sempre al collasso, costretti come sono a sostenere il peso di una azienda che non eccelle in organizzazione e programmazione, nonostante l’istituzione di una struttura complessa dedicata proprio alla gestione del personale del comparto: il DiPSA. Le condizioni dei lavoratori turnisti non sono le migliori, nonostante non ci sia stato un freno alle assunzioni si ritrovano ad avere oltre 500 ore di straordinario mai pagato. Conseguenza della settimana lavorativa di 35 ore ormai in atto da tantissimi anni in spregio delle regole contrattuali? Anche le giornate di ferie non godute superano i limiti normativi in contrasto del principio di irrinunciabilità previsto dalla nostra Carta Costituzionale.

Un capitolo a parte i numerosi servizi esternalizzati senza il coinvolgimento preventivo delle parti sociali, ma con le semplici estensioni “proroghe” di appalti esistenti. Un esempio lampante è il magazzino e la gestione del calore.

Una corsa lenta ed inesorabile verso il collasso favorita dall’indifferenza dell’assessorato alla Sanità. E a pagarne le spese sono sempre i lavoratori che si ritrovano cronicamente a subire anni di mal gestione perdendo anche l’opportunità di accedere alle progressioni economiche orizzontali nonostante le disposizioni della Legge di Stabilità. Infatti il fondo economico previsto dal contratto per il finanziamento delle fasce economiche e le progressioni è incapiente per consentire anche solo un passaggio per un numero esiguo di personale. Oltre trecentomila euro sono assorbiti per il pagamento delle posizioni organizzative che per una fetta “scelta” di lavoratori ha compensato la perdita dovuta al blocco dei rinnovi contrattuali. E non solo! In alcuni settori, soprattutto quelli amministrativi, ci sono più titolari di PO che scrivanie. Come sempre ai lavoratori non restano manco gli ossi per un buon brodo.

La Regione Piemonte con DGR n. 27-4112 del 24 ottobre 2016 approva l’Atto n. 284 del 6 giugno con cui il Maggiore ha provveduto alla “Adozione Bilancio consuntivo esercizio 2015”.

Noi della FSI ci chiediamo come sia stato possibile accettare un risultato d’esercizio in perdita per un importo pari a euro 18.864.464 senza dire nulla, piuttosto riconoscendo incentivi al Direttore Generale? E’ bastata la promessa di coprire la perdita con le risorse a residuo passivo?

Segeretario Territoriale FSI Novara
Giuseppa Maria Pace