La Ministra della salute, Lorenzin, ha ricordato che i nuovi Lea e il nomenclatore saranno aggiornati ogni anno, così non si dovrà aspettare 20 anni come è stato per esempio con le 110 nuove patologie rare riconosciute. La pubblicazione dei nuovi Lea in Gazzetta Ufficiale dovrebbe arrivare “in tempi brevissimi”.

La Ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, ha poi spiegato in una intervista che le riforme hanno una applicazione differente da territorio a territorio. “La sanità è affidata essenzialmente alle regioni e ci sono diversi tipi di sistemi sanitari e con diversi livelli sanitari di assistenza, con sperequazioni inaccettabili tra alcune regioni del sud e il nord. Il grande sforzo fatto per dare accesso ai cittadini al massimo delle cure in tutto il paese deve essere rispettato – ha detto Lorenzin – e questa è una grande sfida, anche etica, per i sistemi regionali.  Questa mole di prestazioni sanitarie, i Lea, il nomenclatore e il piano vaccini, deve arrivare nella vita delle persone”.
“Non nascondiamo il fatto che secondo le nostre stime le risorse previste a livello nazionale per le Regioni, 800 milioni di euro, non siano sufficienti per far partire i nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea)”, ha affermato oggi in Consiglio regionale a Torino l’assessore alla Sanità del Piemonte, Antonio Saitta, che è coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni. “Abbiamo però dato il nostro assenso a partire per evitare ritardi – ha aggiunto – a condizione che nella commissione nazionale Lea si faccia una verifica dei costi e si proceda, se necessario, con un aumento delle risorse”.
Concetti che sono stati ribaditi e illustrati anche dall’Assesssore dell’Emilia-Romagna, Sergio Venturi, coordinatore vicario della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni, anche lui intervenuto nel corso della trasmissione radiofonica “la radio ne parla” (Radio Uno rai): “Abbiamo già approvato la strategia vaccinale, ma la riapproveremo in Stato-Regioni perché c’è stata qualche variazione nel piano vaccinale”. E i ragionamenti che sono in via di approfondimento riguardavano e riguardano la capienza di 800 milioni del fondo ad avviare a a uniformare pratiche che in alcune regioni sono già patrimonio dei servizi offerti da alcuni anni e regioni che invece devono avviarle grazie all’approvazione definitiva dei Lea. C’è una commissione di tecnici, medici ed esterni che sta valutando e dovrà farlo entro la fine di marzo quale sarà il reale peso dell’applicazione dei Lea. Io sono certo che questa commissione dirà che ci sono tutte le condizioni per poterli avviare. L’unica grande questione – ha spiegato Venturi –  riguarda il nuovo piano vaccinale che costa più soldi perché ci sono molti più vaccini, ma su questo era già stato quantificato il quid in più e da questo punto di vista siamo molto tranquilli”.
Federfarma ha espresso apprezzamento per l’aggiornamento dei LEA e del nuovo piano vaccinale, in particolare ringraziando il Ministro Lorenzin “per l’impegno profuso per l’arrivo dei nuovi Lea, e auspica che i nuovi livelli siano introdotti a breve nella realtà sanitaria italiana per migliorare ulteriormente l’assistenza sanitaria fornita ai cittadini”. L’associazione assicura la disponibilta’ da parte delle farmacie, in particolare per contribuire alla cultura sulla prevenzione e sui vaccini. “Nei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza viene riconosciuto il ruolo della farmacia dei servizi che entra cosi’ a pieno titolo nelle prestazioni che il Ssn è tenuto ad erogare per dare ai cittadini una assistenza migliore. E’ espressamente sancito l’importante apporto che la farmacia può dare, nell’ambito del Ssn, non solo con l’erogazione dei medicinali, ma anche con la fornitura di prestazioni aggiuntive la cui validità ed efficacia viene riconosciuta dal sistema sanitario pubblico” osserva con soddisfazione Annarosa Racca, presidente di Federfarma. Soddisfazione anche per l’ampliamento dell’offerta e anche dal nuovo Piano vaccinale. “I vaccini sono una grande conquista della scienza e della medicina – osserva Annarosa Racca, presidente di Federfarma – ma purtroppo da alcuni anni è in atto una gravissima campagna di disinformazione. Confermo la disponibilità delle farmacie e auspico che possano essere maggiormente coinvolte nelle campagne vaccinali, come avviene in altri Paesi europei, sia per quanto riguarda la diffusione ai cittadini di una corretta informazione”.